
JEAN 'BINTA' BREEZE “EENA ME CORNER” il nuovo album in uscita il 19 Febbraio 2010
| NEWS |
TRA DUB POETRY E DUB STEP ELETTRONICO
LA POETESSA JAMAICANA PRESENTA IL SUO NUOVO DISCO “EENA ME CORNER” IN USCITA IL 19 FEBBRAIO 2010 PER ARROYO RECORDS E REALIZZATO CON LA DIREZIONE ARTISTICA DI DENNIS BOVELL E MARZIO “PRUDO” ARICO.
La potenza evocativa della musica e la forza espressiva della poesia sono la chiave del nuovo lavoro discografico di Jean Breeze.
Come nella migliore tradizione della Dub Poetry, ovvero la poesia recitata su basi reggae-dub, la voce della più importante poetessa giamaicana vivente, risuona in tutto il suo dolce vigore dentro le tracce di questo album che è un monumento alla magia degli incontri.
Questa volta però ci sono un paio di valori aggiunti, il primo è che il disco si distingue per una marcata identità elettronica.
La seconda è che questo suo ultimo lavoro è frutto della collaborazione e della direzione artistica di Marzio Aricò e del mitico Dennis Bovell ed è stato prodotto da Arroyo, braccio armato del Festival Metarock diretto dall'associazione omonima.
Le scomposizioni aritmiche di Marzio Aricò (alias Prudo) esaltano le sinuose linee di basso di Bovell ed insieme ad esse stendono un tappeto sonoro vellutato e lussurreggiante sul quale fanno capriole le liriche della Breeze.
Si incrociano tradizioni, lingue e ritmi diversi in questo disco, tessendo una fitta orditura di rimandi e successioni che scaturiscono da parole e suoni in sequenze sorprendenti.
A guardarci bene dentro si può scorgere la tradizione delle nobile della Spoken Word afro-americana che amplifica la voce lirica sposandola all'energia vibrante del suono ma anche la capacità del Dub di inglobare tutto all'interno di un poliedrico caleidoscopio in levare; la ricerca di un' autenticità linguistica, orgogliosamente giamaicana educata con le lezioni di Mutabaruka e di Linton Kwesi Johnson come pure la futuribile tradizione del suono techno-dub elaborato, in casa Basic Channel, con il progetto Rhythm & Sound.
E' proprio il raffinato lavoro di produzione di Marzio Aricò, basato su soluzioni ritmiche innovative, che riescono a conuigare l'erdità del Dub con la sperimentazione della Minimal Techno, il collante tra tutte le componenti di questo lavoro. Partendo dalle registrazioni della nuda voce di Jean Binta Breeze, il produttore ha disegnato le strutture sonore su misura per la dimensione lirica della poesia, fatte di progressioni ritmiche profonde, improvvise fratture, riverberi e ariose aperture melodiche.
Ad impreziosire il tutto, regalando una 'calda vita armonica' al disco, ci ha poi pensato il basso del leggendario Dennis Bovell.
Ascoltando “Eena me Corner” non si può fare a meno di riflettere sulle liriche di Binta che, con uguale dolcezza ed efficacia, riesce a farci sentire l'odore fresco dell'aria al mattino che 'dondolo con un casuale buongiorno', la forza spirituale 'della musica che ti attraversa il cuore', l'urlo di dolore che ancora arriva 'dopo quattrocento anni dalla frusta delle piantagioni'. E mentre I pensieri viaggiano, accompagnati dalla potenza della voce poetica, ci si lascia facilmente trasportare da un suono che avvolge nelle morbidezze del basso come nella profondità del suono digitale.
Perchè 'Eena me Corner' è il suono della poesia che viene dall'anima di una tradizione antica per viaggiare tra le note del futuro.
Andrea Mi
Info su: www.metamusic.eu
BIO
Nata in Giamaica nel 1957 Jean Breeze ha studiato alla Jamaican School of Drama con Michael Smith e Oku Onuora. La sua produzione musicale e poetica inizia negli anni Settanta, prima a Kingston e in seguito a Londra. Ben presto Breeze diviene una popolare poetessa dub, le cui performances magnetiche fanno di lei una “one-woman festival”. I temi che affronta nei testi spaziano dai ricordi dell’infanzia a Kingston, fino alle strade della Londra di oggi, dal personaggio di C.L.R. James alla cultura popolare caraibica di strada. Il suo coraggio nell’affrontare argomenti attuali e complessi la porta a dare voce alla dimensione psicologica e alle esperienze esistenziali delle donne di colore. L’artista ha tenuto dei concerti nei Caraibi, nell’America del Nord, in Europa, nell’Asia Sud-Orientale ed in Africa, inluenzando non poco la scena poetica internazionale e quella musicale legata al dub e al reggae, generi musicali che fanno dell’impatto sonoro e musicale, una prerogativa fondamentale come del resto si legge anche nei suoi testi poetici. Jean ‘Binta’ Breeze ha inoltre lavorato come regista e sceneggiatrice per il teatro, la televisione e il cinema ed è co-redattrice del “Critical Quarterly” a Londra, con cui collabora come docente. Figura pionieristica in quello che è stato tradizionalmente considerato un genere maschile, che si è evoluto a partire da Mikey Smith, in Giamaica, sino a Linton Kwesi Johnson, in Gran Bretagna (la cui etichetta discograica ha irmato il lavoro di Breeze), Jean ‘Binta’ Breeze è universalmente riconosciuta come la prima donna che ha non solo scritto e interpretato la poesia dub, ma ha anche fortemente inluenzato importanti poeti fra i quali Jane King.
Fra le sue opere ricordiamo “Ryddim Ravings” (1988), “Spring Cleaning” (1992) e “The Arrival of Brighteye and Other Poems” (2000) e “The Fifth Figure” (2006). Diversesono le registrazioni dei suoi lavori, compreso “Hearsay” (1994) e “Riding on de Riddym” (1996).
| < Prec. | Succ. > |
|---|





