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intervista ALBOROSIE (17-11-06)
ALBOROSIE (17-11-06)
effettuata il: 17-11-06
da: dj Scara
S: Ciao Alborosie
A: Ciao caro
S: come va?
A: Bene e tu?l
S: tutto ok, non ci si lamenta. Senti partirei subito con qualche domanda vistol il poco tempo a disposizione
A: Certamente, vai tranquillo
S: ok, sono anni che manchi dall'italia, che effetto ti ha fatto tornare qui?
A: Confuso, felice, spaesato e nello stesso momento affascinato...sono sette anni che manco dalle scene, quindi anche rivedere la gente fa un certo effetto. In questo momento a dire la verità sono abbastanza confuso, devo riprendermi un attimino anche dal fuso orario
S: beh certo! Senti da Stena ad Alborosie cos'è cambiato in te nella tua musica da quando suonavi con i Reggae National Ticket fino ad adesso?
A: E' cambiata una vita, posso dire, perchè comunque mi sono dovuto adattare ad uno stile di vita diverso dal nostro, ho dovuto ritoccare la mia cultura la mia radice, ho dovuto smussare degli angoli per adattarmi alla vita quotidiana in Giamaica che è una vita diciamo forte. Comunque una vita dove se sei debole non ce la fai. In Italia diciamo, c'è molto la cultura della mamma e del papà che ci stanno dietro, invece in Giamaica vai e cammina da solo...è difficile quindi ho dovuto veramente fare un grosso lavoro, non solo musicale, ma anche personale. Poi imparare il Patoi non è facile. E' stato un bel cammino.
S: Si adesso te vivi in Giamaica; lavori come tecnico del suono, come produttore, ma anche come singer, come cantante...è recente l'uscita di "Herbalist" , ti saresti mai aspettato il successo di questo tune?
A: No, anche perchè come si può vedere le mie promozioni sono tutte undergound dunque non c'è niente dietro "Herbalist". Per questo, la cosa bella del successo di Herbalist è che non c'è stata una promozione dietro, non c'è stata un operazione di businnes; semplicemente è un pezzo, un 45 giri con One Love, lo abbiamo mandato un pò in giro, ma ha fatto tutto da se...è questo il bello, la naturalezza, la spontaneità del pezzo che comunque ha varcato i confini della Francia, Inghilterra, Olanda, Germania, Giappone, in tutto il mondo e lo sta facendo da solo senza un euro speso dietro
S: Tra le altre cose, un grande successo in tutto il mondo, ma se non erro è stato messo al bando proprio in Giamica dalla Jamaica Broadcast Commission...
A: Si in Giamaica infatti non me lo aspettavo...
S: Come hai preso questa notizia?
A: No la cosa strana e che fa pensare è che la Giamaica è il paese da dove arriva il reggae, è ricorrente il messaggio sulla Ganja...invece in Italia siamo molto più liberi di fare canzoni di questo tipo, la Giamaica è molto conservatrice e quando fai pezzi di questo genere non trovi spazi ne in radio ne in televisione. Poi chiaramente i proprietari delle televisioni in Giamaica sono amici miei quindi abbiamo un pò forzato il passaggi del video che sta continuando ad essere passato discretamente..non più come prima, perchè lo abbiamo passato per due settimane in maniera solida, la gente ormai in Giamaica mi riconosce, però poi abbiamo ricevuto queste telefonate dal governo dove ci dicevano di interrompere la trasmissione del video...noi lo stiamo ancora passato, ma in maniera più velata.
S: Tu lavori anche come produttore è recente anche l'uscita dell' XXL Riddim...ci parli un pò di questo ritmo?
A: Il double X L è una combinazione tre Reggaeton e Dancheall e volevo venire fuori con qualcosa di diverso, di originale, di nuovo...quindi ho creato questa cosa molto originale, ho chiamato degli amici per cui Beenie Man, Sizzla, Voice Mali, Wayne Marshall, c'è un pezzo anche che ho fatto io e poi tantissimi tanti artisti che non ho neanche fatto uscire perchè erano trentacinque artisti...ed è andata molto bene, in Giamaica ha portato una promozione immensa è stata un esperienza incredibile. Poi ci sarà un nuovo ritmo che uscirà a Febraio anzi in realtà ci sono tre ritmi, uno è in one drop, un'altro invece è Ska e lo sto facendo con Waine Marshal e l'ultimo è Dancehall ed uscirà a Febraio, Marzo.
S: Quindi aspettiamo nuovo produzioni dal punto di vista dei ritmi...
A: Aspettatevi da questo punto di vista proprio un bombardamento a catena.
S: beh non che far piacere, comunque vedere un italiano che va in Giamaica e che comunque di sa da fare in maniera costante e massiccia, può essere solo gratificante per gli italiani...
A:Si io ti ringrazio , ed aggiungo che c'è sempre bisogno dell'aiuto da parte vostra, di tutti i fratelli ,anche italiani...bisogna supportare la cosa, non tanto dal punto di vista economico, è più una questione spirituale, nel senso di darci una mano perchè possiamo veramente raggiungere dei livelli elevati. Poi io comunque posso essere anche un ponte perchè in Giamaica conosco più o meno tutti e sono convinto che si può creare un ponte solido. Io lavoro con gli artisti, siamo io e l'artista...ho un rapporto diverso posso alzare la cornetta e chiamare Beenie Man e si va a cena.
S: C'è più un rapporto d'amicizia...
A: E' si perchè lavorando con loro, si sta sempre a contatto, si crea comunque un legame.
S: A proposito ancora di produzioni tu sei attivissimo veramente su molti fronti, parliamo anche di "Soul Pirate", l'album che sta uscendo ...
A: Si "Soul Pirate" è il mio album che uscirà intorno a Marzo, ci sono una quindicina di pezzi. Le sonorità diciamo sono un pò vintage ho ripreso un pò le vecchie sonorità tipo Black Huru, ho cercato un pò di ricreare queste sonorità. Nei pezzi tra le collaborazioni importanti ci sono Luciano, Jah Cure, Morgan Heritage, Ky Mani Marley, poi questo cantante r'n'b molto famoso Jimmy Cause. Secondo me un bell'album io spero che quando l'album uscirà vada bene...
S: ...certo...inutile chiedere come nascono le collaborazioni ed i featuring visto che già ce lo hai detto...
A: si poi il mio studio è sempre aperto dunque la gente arriva si siede, suoniamo, cantiamo, quindi è normale poi che si facciano dei pezzi insieme...succede naturalmente...
S:...Il significato del titolo del CD è abbastanza intuitivo, ci dici comunque cosa significa per te "Soul Pirate"?
A: Beh per un europeo come me, o se vogliamo per un bianco, occorre essere un pò pirati, non tanto per depredare, ma come spirito bisogna essere un pò furbi, un pò il profilo del pirata. In un certo qual modo direi che bisogna rubare, non prenderlo alla lettera, rubare nel senso che si prende qualcosa, vedi il reggae non è la nostra cultura, noi italiani non abbiamo creato il reggae, quindi in un certo qual modo la facciamo nostra in maniera gentile. Per questo l'ho chiamato "Soul Pirates", perchè è un pirata dello spirito, non è un pirata o una persona malvagia. Dallo spirito noi prendiamo delle cose e le facciamo nostre quindi l'attitudine è un pò quella del pirata.
S: Tu hai una lunga carriera, e ti auguro che continui alla grande. Ci sono tanti gruppi in tutto il mondo che iniziano , tu che comunque hai ottenuto e stai ottenendo qualche risultato, vuoi dare un consiglio a tutti i gruppi che "ci provano"?
A: Io il consiglio che do è di non mollare. In questo momento il businnes non è dei migliori, la musica non è che come anni fa porti ad un sacco di soldi; comunque bisogna sudare, faticare e lavorare per portare a casa dei risultati. Però se non facciamo musica cosa possiamo fare, dunque dico a tutti coloro che stanno facendo musica di continuare. La musica non muore mai e la musica fa si che resti una traccia di noi ed è importante lasciare qualcosa..quindi provarci e farlo fino in fondo.
S: Tu hai potuto testare di persona il mercato sia italiano con i Reggae National Ticket che quello giamaicano adesso con le tue più recenti produzioni, quali sono le differenze che hai trovato...dal punto di vista del mercato e di situazione musicale...
A:... ma sai ogni territorio ha il proprio genere in America piace la Dancehall, l'Europa è molto Reggae...one drop e soprattutto anche la formula che sto usando anche io la formula del Rub a dub comunque tipo i Black Huru funzionano molto in Europa. Per esempio il Giappone è più plasticoso e quindi si va proprio sulla Dancehall più Jump Jump, fare casino. L' Europeo invece ascolta le sonorità, ascolta il suono...l'Europeo devi conquistarlo con la sonorità infatti vanno molto i Culture, Burning Spear, tutta questa gente continua a funzionare. In altre parti del mondo ma anche in Giamaica no assolutamente, quindi ogni territorio ha la propria cultura.
S: Dunque questa sera finalmente di nuovo in Italia al "Save the Children " Reggae Festival , ti auguro un grandissimo concerto e di passare una bellissima sera, ti ringrazio anche per il tempo concesso
A: no sono io che ringrazio te mi raccomando continuate ad ascoltare reggae e continuate a mandare messaggi positivi... ciao
S: ciao
Un ringraziamento alla Way Out Eventi ed ad Aborosie per la chiacchierata che mi ha concesso.
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